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<title>Musica</title>
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<updated>2008-01-22T15:59:00Z</updated>
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<title>Who was Mister Agus?</title>
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<content type="html">Non sono molte le occasioni per parlare di musica e mi fa piacere che mi sia stato concesso uno spazio per esprimere qualche idea. E’ difficile individuare il pubblico a cui mi rivolgerò, ma spero che qui si soffermino appassionati disposti a seguire percorsi rivolti ad argomenti musicali non troppo frequentati.&lt;br /&gt;Mi parrebbe giusto partire con un argomento legato alla Sardegna, non tanto per sterile campanilismo, ma perché ancora sappiamo troppo poco della vita culturale del passato della mia terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei miei percorsi artistici, nei quali la curiosità ha sempre giocato un ruolo fondamentale, un giorno ha destato la mia attenzione un riferimento fugace ad un tale compositore settecentesco, Giuseppe Agus. L’autore della citazione era Aldo Pais, insigne violoncellista e musicologo attivo nella seconda metà del secolo scorso, curatore  dell’edizione moderna delle opere di Luigi Boccherini. Lo scritto di Pais faceva riferimento ai Duetti op.37 che, benché pubblicati nel ‘700 sotto il nome del violoncellista lucchese, erano, invece, opera del misconosciuto Giuseppe Agus.&lt;br /&gt;Tale nome non poteva passarmi inosservato, ero davanti a un musicista probabilmente sardo capace di essere scambiato per Boccherini, l’alfiere della musica strumentale italiana del XVIII secolo.&lt;br /&gt;Le mie indagini hanno avuto un esito tanto felice quanto insperato. Grazie all’aiuto fondamentale di Roberto Milleddu, valido musicologo e ostinato scandagliatore di archivi, si è riusciti almeno in parte a ricostruire la vita e il percorso artistico di un cagliaritano del ‘700.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Agus nacque a Cagliari nel 1722 è fu battezzato nella stessa città, presso la Chiesa di Sant’Eulalia, nel marzo dello stesso anno. Figlio di Vincenzo, musicista della Cappella di Cagliari, Giuseppe Agus, all’età di otto anni, fu mandato a studiare il violino a Napoli, centro d’eccellenza dell’educazione musicale nell’Italia settecentesca.&lt;br /&gt;Al termine dei propri studi, Giuseppe Agus ormai ventenne, tornò a Cagliari, ma, nonostante le pubbliche attestazioni del suo talento musicale, non riuscì a trovare un impiego degno del suo valore presso la Cappella Musicale.&lt;br /&gt;Le sue tracce si perdono per qualche anno ma, dal 1750, il suo nome appare sulla scena musicale londinese.&lt;br /&gt;A Londra Agus ricoprì un ruolo di primo piano nella vita culturale della città che, grazie alla presenza di musicisti quali Händel e Johann Christiann Bach, era considerata una delle capitali della musica. Fu proprio la collaborazione con queste due illustri figure del mondo musicale settecentesco a determinare il successo e la credibilità di Giuseppe Agus che ebbe modo di vedere pubblicata la propria musica per i maggiori editori britannici.&lt;br /&gt;A testimonianza dell’integrazione del compositore cagliaritano nell’ambiente musicale londinese ci è giunta l’opera comica A Love in a Village, un pastiche, un lavoro teatrale collettivo tipico dell’epoca barocca, che ebbe repliche per oltre cinquant’anni al Covent Garden, al quale diedero il proprio contributo i massimi musicisti presenti a Londra intorno alla metà del diciottesimo secolo trai quali Händel, Abel, Galuppi, Paradisi, Arne, Boyce, Geminiani e il nostro Agus.&lt;br /&gt;Per capire ancora meglio l’ottima reputazione di cui Agus godeva a Londra è utile citare il libro Viaggio in Italia di Charles Burney, il più importante cronista della musica del settecento, che nelle sue pellegrinazioni nelle principali città europee non mancava di fare visita ai più importanti musicisti del suo tempo. Durante la sua permanenza a Firenze, Burney ebbe modo di assistere ad un accademia (una sorta di concerto privato) i cui protagonisti erano  Pietro Nardini e Wolfgang Amadeus Mozart. La cronaca dell’accademia, come è facile immaginare, ci racconta con dovizia di particolari questo straordinario incontro musicale, ma il Burney non mancò di annotare anche che tra gli studenti violinisti di Nardini presenti all’evento vi era perfino il figlio Mister Agus di Londra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante l’interesse dei cultori di musica londinesi del ‘700 propendesse verso un gusto tipicamente corelliano, usurato, ma ancora valido, Giuseppe Agus, coraggiosamente, seguì strade maggiormente rivolte alla novità. La sicura stima ricevuta da Johann Christian Bach probabilmente giocò un ruolo fondamentale nelle scelte artistiche operate dal compositore sardo che intraprese senza rimpianti la via dello Stile Galante di cui il Bach Londinese fu il principale artefice.&lt;br /&gt;I Notturni op.4 pubblicati per Welcker nel 1770 sono un esempio tipico del nuovo stile. La scrittura per due violini e violoncello non presenta alcuna parentela con la sonata a tre che aveva decretato il successo di Corelli. Le due voci superiori dialogano liberamente e il violoncello non svolge più unicamente la funzione di fondamento, ma viene chiamato anche ad alcune piccole uscite solistiche. Non siamo ancora di fronte ad una vera e propria scrittura per violoncello obbligato, tant’è che nella partitura vi è ancora la numerica per l’armonizzazione del basso, ma quei brevi soli ci fanno arguire che da parte di Agus vi era una forte volontà innovativa. &lt;br /&gt;Violinista di sicuro talento, Giuseppe Agus ci ha lasciato diversi volumi di sue composizioni da camera trai quali spiccano i Trii Opera 6, un lavoro pubblicato da Welcker nel 1775, in cui il musicista sardo, finalmente svincolato da comittenti tanto danarosi quanto ingombranti, ci rivela tutto il suo estro compositivo. Il volume ebbe un’ottima diffusione tanto da giustificarne una seconda edizione per l’editore Longman &amp;amp; Broderip.&lt;br /&gt;A seguito di un increscioso episodio giudiziario, Agus nel 1778 fu costretto ad abbandonare l’Inghilterra per approdare a Parigi dove non ebbe difficoltà ad inserirsi presso il locale Conservatorio. Qui venne assunto come insegnante di canto e, insieme a Luigi Cherubini, diede alle stampe i Solfeges, una pubblicazione a carattere didattico. E’ importante sottolineare il fatto che Giuseppe Agus viene indicato dai maggiori esperti come uno dei fondatori della moderna scuola violinistica francese.&lt;br /&gt;Attualmente non si hanno notizie dell’anno (1800?) e del luogo della sua morte (Parigi?), in compenso possiamo ascoltare di nuovo la sua musica. A questo proposito, perdonate la pubblicità, ma chi vorrà ascoltare qualcosa del misterioso Mister Agus potrà farlo presso &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.inviolata.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.inviolata.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content>
<author><name>Enrico Di Felice</name></author>
<updated>2008-01-22T15:59:00Z</updated>
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